Premio Letterario G. Berto - Premio Berto - Storia

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Indice
Premio Letterario G. Berto
Premio Berto - Storia
Vita e Opere di Giuseppe Berto
Vincitori e finalisti di tutte le edizioni
Tutte le pagine
Premio Berto

FINALITA’ DEL PREMIO

Il Premio Letterario Giuseppe Berto per un'opera prima di narrativa è sorto nel 1988 nel Comune di Mogliano Veneto dove Berto era nato, e in quello di Ricadi, in Calabria, dove aveva eletto la sua residenza.

Attorno, un gruppo di amici ed estimatori: critici illustri come Giancarlo Vigorelli, Michel David, Cesare De Michelis; scrittori come Dante Troisi e Gaetano Tumiati che tra l'altro avevano condiviso con Berto oltre due anni di prigionia in Texas durante la seconda guerra mondiale.

Scopo del Premio è quello di ricordare e riproporre il nome e l'opera di un scrittore che, nonostante i suoi grandi successi (basti ricordare Il cielo è rosso e Il male oscuro), è stato troppo spesso trascurato da una certa critica ufficiale a causa del suo straordinario anticonformismo.

Il Premio che porta il suo nome segnala le opere che emergono per assoluta originalità di forma e di schiettezza di ispirazione. Opere prime, in ogni caso, per mantenere fede alla volontà di Berto che, conoscendo gli ostacoli che si oppongono alla pubblicazione di libri validi, s'è sempre battuto perché i giovani di talento non ne incontrassero troppi sulla loro strada.

Che il Premio sia, finora, riuscito pienamente nell’intento lo dimostrano in tutta evidenza i nomi dei vincitori delle edizioni tenute fino ad oggi:

  • Paola Capriolo con La grande Eulalia (1988),
  • Michele Mari con Di bestia in Bestia (1989),
  • Luca Doninelli con I due Fratelli (1990),
  • Sandro Onofri con Luce del nord (1991),
  • Maurizio Salabelle con Un assistente inaffidabile (1992),
  • Paolo Maurensig con La variante di Lunenburg (1993),
  • Edoardo Angelino con L’inverno dei Mongoli (1995),
  • Maria Luisa Magagnoli con Un caffè molto dolce (1996),
  • Francesco Piccolo con Storie di primogeniti e figli unici (1997),
  • Helena Janeczek con Lezioni di Tenebra (1999),
  • Evelina Santangelo con L’occhio cieco del mondo (2000),
  • Giuseppe Lupo con L’americano di Celenne (2001),
  • Giorgio Todde con Lo stato delle anime (2002),
  • Oliviero La Stella con Lo spiaggiatore (2003),
  • Antonia Arslan con La masseria delle allodole (2004),
  • Umberto Contarello con Una questione di cuore (2005),
  • Hamid Ziarati con Salam, maman (2006),
  • Francesco Pecoraro con Dove credi di andare (2007)
  • ed infine l’edizione del 2008 che ha visto la presenza di Vincenzo Latronico, vincitore con Ginnastica e rivoluzione, e dei finalisti quali Paolo Giordano con La solitudine dei numeri primi e Benedetta Cibrario con Rosso vermiglio.


Nelle ultime edizioni hanno partecipato circa 150 opere rappresentative del panorama letterario ed editoriale italiano.

L’edizione 2003 del premio ha rappresentato un punto di svolta, poiché lo stesso si è da allora articolato in due sezioni, ognuna con un premio di 5.000,00 euro.
Infatti alla sezione storica, dedicata a scrittori esordienti, si è aggiunta una nuova sezione, dedicata alla narrativa straniera, che intende premiare un autore vivente, la cui opera è stata pubblicata in lingua italiana.
Ciò sta a significare la volontà del Premio di voler essere non solo un trampolino di lancio per gli scrittori esordienti, ma anche un osservatorio sulla migliore produzione letteraria internazionale attuale.
Dall’edizione 2005, il premio assegnato ad ogni sezione è stato innalzato a 7.500 euro, invece dei 5.000 precedenti.
Nel 2008 il Premio è ritornato alla sua unica sezione opera prima edita in lingua italiana riconoscendo un premio non solo al vincitore ma anche ai finalisti della cinquina.
Per la XXI Edizione – anno 2009 - il Premio fa un’ulteriore trasformazione rafforzando il ruolo delle case editrici che, uniche referenti per l’invio delle pubblicazioni, possono rivolgere maggiore attenzione ai Premi Letterari valorizzando le opere e gli autori.