Aree tematiche

PATRIMONIO ARTISTICO E I MONUMENTI RELIGIOSI

Chiesa di S.Maria Assunta

Maria Assunta
Nel centro di Mogliano sorge la chiesa parrocchiale. Nello stesso luogo, prima del 1000 era stata costruita una pieve col fonte battesimale, dedicata anch'essa a S. Maria Assunta, ma poi distrutta dagli Ungari durante un'incursione. Circa un secolo dopo fu costruita una nuova chiesa che servì il monastero e la comunità di Mogliano, ma nel tempo fu oggetto di saccheggi e devastazioni. L'attuale edificio risale alla fine del secolo 16º, varie volte fu restaurato e abbellito con stucchi e affreschi e nel 1906 fu ricostruita la facciata. Accanto alla chiesa si trova l'antico campanile; nel secolo 14º fu fortificato e usato come torre di vedetta da Cangrande I della Scala in lotta contro Treviso. L'altare maggiore è stato rifatto nel 1782, ai lati del presbitero vi sono l'altare di S. Biagio, (Compatrono della parrocchia) e quello della Madonna del Rosario con sculture di artisti ignoti. A metà della chiesa ci sono due altari, uno di fronte all'altro, impreziositi dalle pale di due pittori moglianesi: quella con S. Francesca Romana, Antonio Abate, Sebastiano e Lucia è opera di Antonio Buratti, mentre quella di S. Giuseppe, sul lato oppposto è di Giuseppe Boldini. Accanto all'entrata principale c'e' una bella acquasantiera in marmo rosso, donata alla chiesa nel 1608 dal parroco don Lorenzo Ferrato. Gli affreschi del soffitto e del presbiterio sono opera del pittore veneziano Sebastiano Santi che li realizzò tra gli anni 1838/39; pregevoli sono anche gli stucchi che separano gli affreschi e gli archi che suddividono le navate. Dietro l'altare maggiore un grandioso affresco, di autore ignoto, è dedicato alla Vergine Assunta in cielo. In sacrestia si conserva una copia dell'"Assunta" del Tiziano e una bella "Addolorata", attribuita (con riserva) a Palma Il Vecchio.

Abbazia Benedettina di S.Maria Assunta

abbazia m assuntaAlcune mappe del 700 mostrano la struttura degli edifici estesi fino all'attuale via 24 Maggio, ma i dati non sono certi. L'unico fabbricato rimasto, lascia intravedere sotto il tetto resti di decorazioni ed affreschi. Fino al secolo scorso esisteva lungo il sagrato un altro corpo del complesso in origine adibito a cantine e granai. Del chiostro in stile romanico risalente al 1184 rimane solo il porticato ad ovest le cui arcate sono sostenute da pilastri in muratura, tranne due sorrette da una sottile colonnina. L'abbazia fu fondata, nel millennio del vescovo di Treviso Rozone, per risollevare le sorti del territorio abbandonato dagli abitanti dopo le invasioni degli Ungheri. Inizialmente fu affidata ai monaci benedettini che nel 1075 furono sostituiti dalle monache dello stesso ordine. Nel secolo 13º grazie a numerosi privilegi e donazioni allargò i suoi possedimenti su vaste zone del Terraglio e impreziosì di affreschi e opere d'arte le sale e il refettorio dell'abbazia. Le guerre in zona coinvolsero anche questa abbazia che subì numerosi assalti costringendo le monache a mettersi al sicuro entro le mura di Treviso. L'abbazia fu inizialmente usata, nei periodi di pace, come località di villeggiatura per le monache, poi adibita a luogo di raccolta dei prodotti agricoli spettanti al Monastero di S. Teonisto. Le preziose opere d'arte e suppellettili furono portate a Treviso, poi in seguito ad una legge napoleonica del 1810 che ordinava l'incameramento dei beni delle organizzazioni religiose, andarono disperse. Ha origini antichissime, fu una delle prime cappelle dipendenti dall'Abbazia di Mogliano.
Chiesa parrocchiale di CampoCroce

campocroceHa origini antichissime, fu una delle prime cappelle dipendenti dall'Abbazia di Mogliano. Il patrono fu, fin dai tempi antichi, S. Teonisto vescovo di Altino, morto martire mentre tornava da una missione in Germania nel 380. La chiesa fu restaurata nel sec. 19º conservando ancora caratteristiche dell'opera primitiva: un fregio gotico alla sommità delle pareti laterali, i resti di una finestra gotica e di una pittura che rappresenta S. Cristoforo. Sull'altare maggiore in marmo, decorata da putti e ghirlande, sovrasta la splendida Pala di Palma il Giovane (1544-1628) raffigurante la Vergine in gloria e i santi Teonisto, Tabra e Tabrata. Sul soffitto spicca il grande affresco del martirio di S. Teonisto, opera del pittore veneziano G. Battista Canal, autore anche degli affreschi sul soffitto del presbiterio e delle pareti dove sono rappresentati rispettivamente la "Fede", la "Natività della Vergine" e la "Resurrezione". Il campanile adiacente alla chiesa fu ricostruito nel 1848.

Chiesa parrocchiale di Zerman

Entrando in Zerman ci si trova difronte l'imponente chiesa dedicata a S. Elena, imperatrice e patrona del paese. La costruzione subì una radicale ristrutturazione nel 1859; dell'edificio primitivo rimane un affresco che rappresenta S. Elena mentre regge la croce, sistemato sul portone centrale tra le strutture della nuova facciata. L'opera è attribuita alla scuola del Veronese. Il campanile è antico e particolare per la merlatura che adorna la cella campanaria completata da una bella cuspide. Nell'interno, sull'altare maggiore in stile barocco è collocata la pala di Palma Il Vecchio (1480-1528) che raffigura la "Madonna col Bambino e i Santi". Sugli altari laterali ci sono la pala che raffigura la "Madonna del parto", attribuita al figlio di Paolo Veronese e un "S. Antonio" di ignoto autore, un "Martirio di S. Sebastiano" di autore sconosciuto e una "Madonna del Rosario" opera pregevole del 17º secolo. Sulla parete meridionale vi è una bella terracotta in smalto che rappresenta una "Madonna col Bambino". Sul sagrato della chiesa, la statua dedicata a S. Elena che porta la croce è collocata su una colonna romana.

Sacello dedicato alla Madonna

Sulla strada per Zerman, prima dell'abitato, si trova un antico sacello, dedicato alla Madonna; secondo la tradizione, parte degli affreschi che lo adornano sono attribuiti a Paolo Veronese. All'interno dell'edicola sullo sfondo è rappresentata la Vergine con un ampio mantello e Gesù benedicente; sulle pareti laterali ci sono delle figure di S. Francesco e S. Carlo, mentre su quella posteriore la "Crocifissione", anche se restaurato da mani poco esperte, mostra tratti e sfumature raffinate attribuibili all'opera del Veronese.

Sacello della deposizione

Dietro la chiesa parrocchiale di Zerman, lungo la strada principale si trova un secondo sacello decorato proprio dal grande maestro Paolo Veronese. Sulla parete di fondo è affrescato una "Deposizione di Cristo dalla Croce", opera di grande valore caratterizzata dalla compostezza dei gesti e dall'espressione dei visi che esprimono pietà della Madonna e dell'Angelo che sostengono il corpo di Cristo abbandonato nella morte. Le pitture delle pareti esterne sono attribuite al Veronese, ma restano solo poche tracce.


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