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DOMENICA 10 FEBBRAIO COMMEMORAZIONE DEL “GIORNO DEL RICORDO”

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Comune Mogliano-Giorno Ricordo 10 febbraio-targa.jpgAlle 10.30 l’inizio delle celebrazioni in Piazza Caduti

 

Domenica 10 febbraio ricorre il “Giorno del Ricordo” delle foibe e dell'esodo della gran parte degli Italiani d'Istria, Fiume, Dalmazia.

 

Per mantenere vivo il ricordo di una delle drammatiche pagine della storia recente, la Città di Mogliano ha programmato l’annuale commemorazione che l’Amministrazione comunale ha promosso con la collaborazione delle rappresentanze provinciali di Venezia e Treviso dell’ANVGD, Esuli istriani, fiumani e dalmati, le Associazioni Combattentistiche e d’Arma, l’Associazione Mojan, l’ANPI, la Croce Rossa Italiana, la Pro Loco di Mogliano Veneto e l’Unuci.

 

La cerimonia avrà inizio alle 10.30 in Piazza dei Caduti alla presenza delle Autorità, delle Associazioni Combattentistiche e d’Arma e di tutti i soggetti coinvolti, con la deposizione di fiori alla targa commemorativa posta lungo il porticato. Interverranno il Sindaco, Carola Arena, e il Generale Giuseppe Frascella, con la lettura della “Preghiera dell’infoibato” per la commemorazione ufficiale.

La cerimonia proseguirà in Sala Consiliare con la testimonianza di Pietro De Cleva, nativo istriano, Maestro del Lavoro.

 

L'ANVGD, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, fondata nel 1947, è la maggiore rappresentante sul territorio nazionale degli italiani fuggiti dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale sotto la spinta della pulizia etnica delle milizie jugoslave e lo spettro delle foibe; ne derivò l'esodo di 350.000 persone di ogni ceto sociale e la morte violenta di migliaia di innocenti nelle foibe.

 

Il “Giorno del Ricordo” fu istituito con la Legge 92/2004, in memoria delle vittime delle foibe e degli esuli istriano-dalmati costretti ad abbandonare le loro case dopo la cessione di Istria, Fiume e Zara alla Jugoslavia, a seguito della sconfitta dell’Italia nella seconda guerra mondiale. Nelle foibe i partigiani comunisti titini gettarono, tra il 1943 e il 1945, più di 3000 italiani, su un totale complessivo di 80.000 vittime, per lo più croate e slovene.

 

La cerimonia è aperta alla cittadinanza, invitata a partecipare.

 

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