Inceneritore
Ordine del Giorno approvato Consiglio Comunale 29/11/05
ORDINE DEL GIORNO IN MERITO ALLA PROPOSTA DI RELIZZARE UN “SISTEMA DI TERMOVALORIZZAZIONE ALIMENTATO CON RIFIUTI SPECIALI NON PERICOLOSI NEL COMUNE DI MOGLIANO VENETO” PRESENTATO DA INIZIATIVE AMBIENTALI S.R.L.

Premesso


  • che l’Amministrazione comunale di Mogliano Veneto si riconosce pienamente nell’approccio alla gestione dei rifiuti indicato dalla normativa europea e nazionale, avendo quindi sempre ben presente lo schema di priorità definito ripetutamente da diverse direttive europee sulla gestione dei rifiuti e che deve guidare qualsiasi scelta economica e di sviluppo:

    1. favorire prioritariamente la riduzione della produzione dei rifiuti alla fonte e della relativa pericolosità;
    2. favorire il riutilizzo, il riciclaggio e il recupero di materiali;
    3. favorire l’uso dei rifiuti come fonte di energia;
    4. destinare alla discarica solo i residui delle attività di recupero.


    La legge nazionale sulla gestione dei rifiuti, il Decreto Ronchi, n. 22 del 5 febbraio 97, ha dato sostanza a tali indicazioni, dandone applicazione ed anteponendo la riduzione dei rifiuti al riciclaggio e recupero di materiali, e quest’ultimo al recupero di energia.

    Considerato


  • che l’Associazione degli Industriali di Treviso ha presentato alla Regione Veneto una proposta per la realizzazione di un “Sistema di termovalorizzazione alimentato con rifiuti speciali non pericolosi costituito da n. 2 impianti da ubicarsi nei comuni di Mogliano Veneto e Silea”.

    Valutato

  • che questa proposta da parte di Unindustria non risponde ad alcuna previsione né di Piano né di Programmazione ad alcun livello, né provinciale né regionale.
    Si deve, infatti, purtroppo, constatare, da un lato, la carenza di una programmazione da parte della Regione in materia di rifiuti industriali e, dall’altro, il mancato coinvolgimento preventivo delle rappresentanze del territorio sulla proposta avanzata da Unindustria. Non è inoltre pensabile che un tale progetto, che coinvolge pesantemente la popolazione di una determinata area, possa essere elaborato e presentato per l’approvazione senza che vi sia stata alcuna consultazione preventiva delle forze sociali e politiche e delle pubbliche amministrazioni coinvolte.

    Preso atto inoltre


  • che la Provincia di Treviso e la Regione Veneto non hanno mai voluto presentare un Piano per lo smaltimento dei rifiuti speciali o industriali, mentre per legge nazionale si devono avere dei piani provinciali e regionali per i rifiuti solidi urbani, nonostante le stesse ripercussioni che questi comportino dal punto di vista logistico (quantità, dislocazione distanze di percorrenza media dei mezzi di trasporto, concentrazione delle raccolte, costi, popolazione interessata, numero ditte, ecc.).

    Evidenziato


  • che, quando parliamo di rifiuti solidi urbani, non spetta alle singole aziende, siano esse pubbliche oppure private, di decidere dove realizzare un impianto, mentre nel caso di rifiuti speciali o industriali – a causa di tale carenza normativa – le stesse potrebbero chiedere di dislocare l’impianto ovunque.
    Ed inoltre, proprio per l’elevato impatto che questo tipo di impianti ha sul territorio e sulla qualità dell’aria, siano essi fatti per rifiuti urbani o industriali, gli impianti dovrebbero sempre essere programmati e gestiti dalla pubblica amministrazione a garanzia che nella loro pianificazione si tenga conto delle effettive esigenze e necessità del territorio e che nella gestione venga posta la necessaria attenzione nel controllo degli impatti ambientali.
    Infine, se deve essere applicato il principio che i rifiuti devono trovare una destinazione il più possibile prossima al luogo di produzione, non risulta in alcun modo giustificata la proposta di costruire due impianti vicini, ciascuno di essi in grado di trattare tutti i rifiuti prodotti in ambito provinciale.

    Considerato inoltre


  • che in provincia di Treviso ormai tutti i comuni hanno fatto una scelta definitiva per la gestione dei rifiuti urbani, chiedendo ai cittadini impegno diretto e sacrifici economici, riuscendo in questo modo a raggiungere, per alcuni comuni, fino all’80% di raccolta differenziata e lasciando come residuo, eventualmente da destinare a recupero energetico, solo il 20% di quanto prodotto.

    Osservato


  • che è necessario che un simile impegno venga richiesto anche alle aziende produttive, il cui rifiuto ha caratteristiche molto costanti ed uniformi nel tempo ed è più facile da differenziare rispetto all’ambito urbano, dove rifiuti con caratteristiche molto diverse tendono inevitabilmente a mescolarsi. Per le aziende, ancora più che per i cittadini e i consumatori, deve valere l’imperativo di ridurre la produzione dei rifiuti, primo obiettivo della strategia europea per la gestione dei rifiuti.

    Considerato altresì


  • che nel corso di quest’ultimo quinquennio la Provincia di Treviso ha subìto un profondo processo di deindustrializzazione con la chiusura e/o la delocalizzazione di molte industrie e che, pertanto, si producono, rispetto al passato, meno rifiuti speciali o industriali;

    Ritenuto


  • Che è priva di senso la proposta di costruire due impianti uguali a distanza di 10 km l’uno dall’altro e che, considerato che gli impianti devono essere costruiti in prossimità del luogo dove sono prodotti i rifiuti che vi si devono trattare, non si comprende il motivo per cui la provincia di Treviso dovrebbe farsi carico anche dei rifiuti di altre due province (Venezia e Belluno), senza che queste siano neppure state coinvolte.

    Ribadendo


  • che la competenza programmatoria degli impianti di termovalorizzazione per lo smaltimento dei rifiuti speciali o industriali spetta alla Regione Veneto, e invitando la stessa a predisporre un apposito progetto di legge da far approvare al Consiglio Regionale.

    Tutto ciò premesso
    il Consiglio Comunale di Mogliano Veneto
    chiede


  • che si possa costituire subito un tavolo di confronto tra associazioni industriali, artigiani, commercianti, consumatori, Regione, Provincia e Comuni per discutere in modo complessivo dei problemi legati alla produzione e al recupero dei rifiuti, sia urbani che industriali, e delle opportunità affinché il nostro territorio possa fare un salto di qualità non solo dal punto di vista economico;
  • che la Regione Veneto ottemperi alla redazione del Piano Regionale per i rifiuti speciali previsto dalla L.R. n. 3 del 2000, che affronti efficacemente in modo integrato il problema del recupero e dello smaltimento sia dei rifiuti urbani sia dei rifiuti speciali, in linea con i principi espressi dalla normativa europea e nazionale e che tenga conto delle effettive necessità ed esigenze di sviluppo di questo territorio. Lo stesso dovrà individuare una serie di elementi fondamentali quali:
    1. la quantità e qualità dei rifiuti speciali prodotti nel territorio veneto;
    2. l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione di impianti per rifiuti speciali o industriali;
    3. le misure necessarie ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi alla loro produzione per ridurne la movimentazione.


Dichiara


il proprio impegno in tutte le sedi ed a tutti i livelli affinché, in assenza di questi dati e di un Piano Regionale specifico per la dislocazione degli impianti di termovalorizzazione dei rifiuti speciali o industriali, non si conceda alcuna autorizzazione in merito in alcun luogo del territorio regionale.



Mogliano Veneto, lì 29 novembre 2005

 
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