Inceneritore
Comunicato Stampa 29/11/2005
PERCHE’ DICIAMO NO ALLA PROPOSTA DEI DUE IMPIANTI DI TERMOVALORIZZAZIONE PRESENTATI DA UNINDUSTRIA. E’ NECESSARIO INVECE UN VERO E PROPRIO P.R.G. DEI RIFIUTI
La Regione dovrebbe svolgere il ruolo che le compete nella pianificazione di un Piano Regionale di gestione dei rifiuti.


“Nessuno può dire, in linea di principio, che i più moderni impianti di termovalorizzazione non rappresentino un tipo di soluzione efficace al problema dei rifiuti – dichiara il sindaco di Mogliano Veneto, Fabio Milani –. Può essere migliorativa rispetto allo smaltimento nelle discariche, eliminando l’effetto devastante che queste hanno sul territorio, o ai trattamenti dei rifiuti come CdR, con tutte le conseguenze di produzione di diossina che da questo processo derivano? Probabilmente sì. Ma il fattore discriminante è DOVE un impianto di termovalorizzazione viene collocato. Come dire se un grattacielo trovi la sua giusta collocazione a Manhattan o nel chiostro di un’abbazia. La localizzazione indicata dal progetto dei due termovalorizzatori a Mogliano e a Silea proposto da Unindustria non è assolutamente accettabile. Questi impianti devono essere fatti altrove, in zona industriale.

Se poi, come abbiamo più volte detto, oltre al termovalorizzatore vogliono anche fare una discarica a Zerman e riaprire la cava di via Sassi, allora significa che qualcuno ha veramente scambiato questa città per una pattumiera.

Che dire poi della Borsa dei Rifiuti, progetto avanzato a livello europeo per una gestione dei rifiuti in termini di domanda-offerta? Un intervento che può rappresentare un’eventuale ulteriore opportunità ma non risolutiva. Poiché il nocciolo del problema – afferma Fabio Milani – è la totale assenza di strategia e pianificazione da parte della Regione.

I rifiuti sono tanti e di vario genere. Essi vanno separati, differenziati e smaltiti a seconda delle diverse tipologie. Quello che è necessario in questo contesto è un vero e proprio PRG dei rifiuti. Questo, a nostro avviso, il ruolo che la Regione dovrebbe svolgere, anziché prestare attenzione e accogliere singole proposte provenienti da interlocutori privati. Intendiamo quindi sottolineare che, innanzitutto, deve essere attuata la Legge Regionale n. 3/2000 in cui sono definite le modalità della gestione dei rifiuti solidi urbani (articolo 10), e dei rifiuti speciali, anche pericolosi, tra cui rientrano i rifiuti industriali (art. 11). Il tutto senza dare ascolto alle ipocrisie e alle polemiche di quali siano le diverse provenienze e responsabilità nella produzione dei rifiuti.

I rifiuti sono un problema di tutti, e tutti devono essere disposti a contribuire con il proprio apporto.

Ma tutto ciò ha un significato, e può portare a dei risultati – conclude il Sindaco – se inserito all’interno di un processo coordinato e programmato, condotto in maniera responsabile dalla Regione”.