|
|
| Cooperazione internazionale |
 |
|
|
|
Il progetto
|
Premessa
L'Europa si compone, fin dall'origine dei processi aggregativi tuttora in corso, sia di Paesi che si caratterizzano per una consolidata situazione di stabilità geopolitica, sia di Paesi che nell'ultimo decennio sono stati oggetto di profondi conflittualità e trasformazioni politiche, sociali e geografiche.
In particolare i Paesi Balcanici, che sono tra quelli interessati dai progetti di allargamento dell'Unione Europea, sono stati sconvolti da conflitti e guerre che ne hanno condizionato pesantemente la storia umana, socio culturale e non per ultima economica, in una fase di transizione da un regime statalista alla costituzione di stati liberali.
Questo processo rischia però, se non supportato dall'Unione Europea, di non facilitare l'instaurarsi di una cultura democratica favorendo la riproduzione di meccanismi totalitari che ne hanno caratterizzato la storia recente.
Città, contee e paesi si trovano ora impegnati in un complesso e delicato processo di ricostruzione urbana, economica sociale e culturale. In particolare le contee e le città sono oggi, da un lato, i soggetti titolari di una serie di funzioni e compiti determinati dal progressivo processo federalista in atto e, dall'altro, il primo interlocutore chiamato a rispondere ai bisogni e alle problematiche della popolazione.
Tutto questo è accaduto ed accade a poche centinaia di chilometri dai nostri confini e di fronte alle nostre coste, con un coinvolgimento diretto della nostra società, soprattutto in termini di flussi migratori. La guerra, infatti, ha sconvolto l'economia dell'intera regione, creando situazioni di gravissimo disagio in tutti gli stati dell'ex Jugoslavia. In Croazia, che con la Slovenia rappresentava la parte economicamente più avanzata della Federazione, decine di migliaia di persone sono sprofondate al di sotto dei livelli di sopravvivenza. Per lungo tempo, ed ancora oggi la situazione non è affatto risanata, sono mancati lavoro e denaro per riavviare il sistema produttivo. Per moltissimi cittadini dell'ex Jugoslavia l'unica alternativa è stata a lungo l'emigrazione e l'Italia è stato il più immediato approdo per la loro speranza.
Anche a fronte di questi scenari, le nostre città, province e regioni sono state e sono oggi interpellate, sempre di più, su temi che riguardano aspetti e collaborazioni internazionali. Non è più permesso di agire e di pensare solo all'interno dei nostri confini amministrativi, perché le questioni della società di oggi entrano, preponderanti, nelle scelte che vengono fatte ogni giorno per i rispettivi cittadini. E' oggi molto importante, anche per gli enti locali, essere attori non solo di priorità nazionali ma di interventi che valicano le nostre frontiere. E' su questa base che lavora la cooperazione internazionale decentrata che tanti frutti - in termini di sviluppo - ha saputo dare in questi anni. La democrazia al livello locale, con il coinvolgimento della società civile, la presa di coscienza dell'essere un cittadino responsabile, è il perno della crescita di un sistema rispettoso dei diritti umani, a tutela e valorizzazione di ogni elemento della comunità. E proprio questo specifico ruolo dell'ente locale è fondamentale oggi nella costruzione della stabilità e della crescita dell'Europa del Sud Est, dopo anni di guerre e di sconvolgimenti.
Il Comune di Mogliano Veneto per lo sviluppo democratico nell'ex Jugoslavia
Il Comune di Mogliano Veneto, a conflitto ancora in corso, è stato tra i primi ad aderire agli appelli di intervento per sostenere le popolazioni dell'ex Jugoslavia così duramente colpite. All'iniziale sostegno alla gestione di un campo profughi di Lipovljiani, cittadina croata al confine con le enclave serbe, si aggiunse presto, nel 1995, l'impegno nella creazione nella vicina Contea di Sisak, di un'Ambasciata della Democrazia Locale, una delle prime tra quelle oggi operanti, organismo finalizzato a favorire le condizioni per la ricostruzione del tessuto sociale e civile, con la partecipazione di enti locali ed organizzazioni non governative europee.
Le Agenzie della Democrazia locale: i cittadini protagonisti di nuove relazioni internazionali, un'esperienza che si espande
Il Comune di Mogliano Veneto ha intuito il valore innovativo dell'esperienza che, tramite la creazione delle Agenzie della democrazia locale, avrebbe dato alle comunità locali la straordinaria opportunità di sentirsi parte attiva di relazioni transfrontaliere determinanti per l'avvio di un solido processo di democratizzazione dell'area balcanica.
Il progetto ha forti dosi di innovazione, anche perché consente agli enti locali partner di trasferire le "buone pratiche" dell'amministrazione, della politica, dei servizi alla comunità ed agli enti locali dei paesi nei quali si attuano gli interventi, fornendo l'opportunità per una verifica della propria attività.
Il progetto ha dimostrato di essere risproducibile: le Agenzie oggi sono una decina ed altre ne stanno sorgendo. Si tratta di un contenitore, di un modello che ciascuna rete di partner aderenti può riempire in base alle proprie esperienze, alle proprie "pratiche" ed alla perculiatrità dell'area ospitante.
Per supportare e facilitare tali processi, il Consiglio d'Europa, tramite il Congresso dei Poteri Locali e Regionali d'Europa, ha avviato un processo costitutivo di Ambasciate, oggi Agenzie, della Democrazia Locale finalizzate alla promozione di partnership tra enti locali e associazioni europee per incentivare e facilitare, attraverso la realizzazione di specifici programmi e attività, lo sviluppo democratico, sociale ed economico nelle zone che sono state interessate dal conflitto nell'ex Jugoslavia.
Le Agenzie della Democrazia Locale sono strumenti a disposizione delle municipalità e delle regioni che, in questo spirito, intendono sviluppare, nel modo più efficace possibile, il sostegno alla regione balcanica ed all'Europa Orientale.
Le Agenzie, oggi coordinate da una loro Associazione, sono strumenti di supporto di una rete europea di partner e regioni che offrono un aiuto concreto per la democrazia locale, la coesistenza di comunità di etnie diverse e per lo sviluppo della società civile. La rete delle Agenzie è oggi uno strumento operativo messo a disposizione di quanti vogliono fare contare di più gli enti locali e le loro comunità nella costruzione di un'Europa dei cittadini, che si basi sui valori della democrazia e dei diritti umani.
Il ruolo delle collettività locali e regionali di tutta l'Europa è essenziale per
- promuovere delle iniziative concrete al fine di consolidare la democrazia a livello locale;
- sviluppare una rete di cittadini di tutta Europa impegnati per il rispetto dei diritti umani e delle minoranze;
- permettere lo sviluppo della società civile con la partecipazione di tutte le espressioni della comunità.
Oggi una decisione presa in un angolo del mondo può avere delle conseguenze decisive all'altro. Parallelamente, ogni conflitto alle nostre porte colpisce le nostre comunità, per esempio per l'accoglienza dei rifugiati e dei profughi.
Le città, i comuni e le regioni devono stimolare e incoraggiare i contatti con l'esterno nella prospettiva di aiuto e scambio fondati su una cittadinanza attiva, una solidarietà vera e un reale partenariato.
Contribuendo all'evoluzione dei sistemi politici verso uno Stato di diritto rispettoso dei diritti
umani e delle libertà fondamentali, le città, comuni e regioni parteciperanno alla prosperità del continente europeo liberandolo dalla guerra e dalle sue nefaste conseguenze.
Le ADL attualmente lavorano in rete per accrescere la cooperazione internazionale decentrata e il consolidamento territoriale in riferimento agli obbiettivi del Patto di Stabilità, Patto fra Stati Europei, Stati Uniti d'America e istituzioni internazionali fra cui l'Unione Europea e Il Consiglio d'Europa, che ha stabilito di coordinare gli interventi e di indirizzare finanziamenti per la pace e la ricostruzione nei Balcani .
La rete delle ADL, attiva ormai da sette anni, è composta attualmente da 10 Agenzie che coinvolgono quattro stati jugoslavi, 60 Comuni partner di 13 diversi nazioni d'Europa, 40 Organizzazioni non governative.
Ciascuna ADL, seguendo la struttura di attività definite dal Consiglio d'Europa, sviluppa in base alle necessità locali il suo programma che viene valutato dai partners e dalle autorità locali. L'"elasticità" del mandato garantisce programmi efficaci ed efficenti proprio perché peculiari pur perseguendo le medesime strategie generali.
Come funzionano le ADL
Ogni progetto di ADL si basa su un accordo che definisce l'impegno concreto delle collettività locali e regionali che sono i principali attori del progetto: esse contribuiscono con il loro sapere tecnico e finanziario, il loro savoir-faire, ai progetti sviluppati dall'Agenzia.
Il Leader del Progetto
Un "leader del progetto" è scelto tra i partner e assume una responsabilità particolare nell'animazione della rete, nel coordinamento dei progetti, nella ricerca dei fondi per le attività e nel seguito amministrativo e finanziario del progetto
Un comune d'accoglienza è la sede dell'Agenzia e delle sue attività, destinate ai cittadini di
tutte le comunità, alle ONG (sviluppo della vita associativa), agli eletti e ai responsabili amministrativi (scambi d'esperienza, formazione).
Le altre collettività partner possono, grazie alla rete così costituita, impegnarsi, in funzione
delle loro risorse e delle loro capacità, in una politica estera credibile e efficace.
La partecipazione delle collettività locali e regionali o delle ONG al programma di attività di
un'ADL può prendere diverse forme, e tiene conto dei bisogni espressi dalla collettività che
ospita l'ADL:
- finanziamento di progetti specifici (educazione, sanità, media, ambiente, giovani, microeconomia, ecc.);
- invio di eletti o di esperti per seminari;
- visite di studio nelle città, regioni o associazioni partner;
- contatti tra i rappresentanti della vita socio-economica o del tessuto associativo con gli attori della collettività ospitante l'ADL.
Il Delegato di un'Agenzia
Il Delegato di un'Agenzia è l'animatore e il fulcro dell'Agenzia e formula le proposte per un programma di attività che viene approvato dai partner. E' scelto dalla rete dei partner in accordo con l'Associazione, è assistito da uno o più collaboratori locali, è responsabile nei confronti dei partner e dei finanziatori (istituzioni, fondazioni, Associazione delle ADL), della identificazione dei bisogni e delle priorità sul campo, della realizzazione dei progetti e del loro seguito amministrativo e finanziario, è interlocutore privilegiato dell'Associazione delle ADL.
L'Associazione delle Agenzie della democrazia locale
L'Associazione delle Agenzie della democrazia locale è stata creata nel dicembre del 1999 per iniziativa del Congresso dei Poteri Locali e Regionali, del Consiglio d'Europa e dei partner delle ADL. L'Associazione ha la sua sede amministrativa a Strasburgo (Francia).
E' costituita dai rappresentanti di tutti gli attori delle ADL: Consiglio d'Europa, Congresso dei Poteri Locali e Regionali dell'Europa, Città e Regioni partner, Città ospitanti le ADL, Delegati delle Agenzie, rappresentanti delle ONG coinvolte e, in generale, da tutte le persone e istituzioni interessate a questo progetto.
Coordina l'azione dell'insieme delle Agenzie, ricerca i finanziamenti al fine di sviluppare dei progetti comuni alle Agenzie, fornisce un appoggio tecnico e amministrativo alle Agenzie e ai Delegati.
Può ricevere delle contribuzioni volontarie dalle collettività locali e regionali, dalle fondazioni, al fine di sviluppare dei progetti comuni o specifici nelle Agenzie, assicura la rappresentanza delle Agenzie presso le istituzioni e i finanziatori, è garante del buon uso dei fondi affidatigli, propone e organizza la formazione dei Delegati, dei collaboratori locali e di altri gruppi in contatto con le ADL, rappresenta un forum di discussione della strategia e della pianificazione del programma delle Agenzie, promuove l'azione delle ADL e del ruolo internazionale delle autorità locali e regionali europee in favore della democrazia locale, dei diritti umani e delle minoranze.
L'esistenza di una rete di città, regioni, ONG e organizzazioni internazionali, che crea una reale sinergia tra gli attori, permette di ottimizzare le risorse umane, materiali e finanziarie a disposizione.
La Contea di Sisak Monslavina
Il Comune di Mogliano Veneto è partner leader dell'ADL di Sisak (Croazia centrale e Slavonia occidentale), una delle prime istituitesi nei Balcani ed una delle tre operanti in Croazia, oltre a Osijek (Slavonia orientale) e a Verteneglio (Istria).
L'ufficio di Sisak é stato aperto con l'accordo dei partners nel luglio 1996 per la situazione peculiare della contea di Sisak Moslavina durante la guerra, svolgendo un importante ruolo nel processo di democratizzazione della Croazia, ricevendo il riconoscimento da parte della Repubblica di Croazia.
La contea di Sisak Moslavina, negli ultimi anni, ha subito i pesanti effetti di tre eventi:
- una guerra, dal 1991 al 1995;
- una modifica del sistema economico (da collettivo a privato);
- un impatto sociale per il movimento della sua popolazione, sia etnico, sia fra villaggi e città.
- La guerra: più della metà della contea di Sisak Moslavina (confinante a sud con la Repubblica Srpska) é stata occupata dal 1991 al 1995 dalle posizioni serbe che hanno stabilito la cosiddetta Repubblica Serba di Kraijna. Dopo il conflitto più della metà delle case sono state distrutte e le infrastutture seriamente danneggiate. L'operazione croata Tempesta, nell'agosto 1995 ha riconquistato, da Sisak, l'area sotto l'occupazione serba.
- Quella di Sisak era una grossa area industriale della Jugoslavia. Durante il periodo della guerra il sistema economico é cambiato da collettivo a privato attraverso un processo di privatizzazione. Questo ha colpito tre grosse compagnie che utilizzavano più di 10.000 lavoratori ciascuna. Il tasso di disoccupazione é alto e il passaggio da un sistema collettivo a uno privato é difficile e non ancora terminato.
- La peculiarità della guerra nella ex Jugoslavia sono stati i movimenti di popolazione (rifugiati e profughi). A molti anni dal conflitto, questo processo colpisce ancora l'area. Dal 1991 al 1995 la maggior parte della popolazione di origine croata ha lasciato l'area occupata dai Serbi ed é diventata "popolazione profuga" nella contea di Sisak Moslavina o nel resto della Croazia. Nel 1995, dopo la riconquista della ex Kraijna da parte dell'esercito croato, quasi tutta la popolazione serba ha lasciato quest'area recandosi nella Slavonia orientale o in Serbia. In quest'area, che é stata svuotata dai due movimenti di popolazione sopra menzionati, (1991 e 1995), si sono insediati i Bosniaci di origine croata che lasciarono la Repubblica Srpska nel 1995 (da Banja Luka e dalla Bosnia centrale). Con gli Accordi di Dayton, si è stabilito che i rifugiati e i profughi devono tornare alle loro case. A seguito di questo processo, dopo il mandato dell'UNTAES in Slavonia orientale, parte della popolazione serba sta tornando ma trova difficoltà a insediarsi nelle proprie abitazioni dal momento che sono state occupate da Croati provenienti dalla Bosnia. Queste persone non possono tornare nella Repubblica Srpska. Ciò crea obiettive tensioni e conflitti. Le due minoranze (Serbi e Croati bosniaci) devono trovare una giusta collocazione all'interno della società croata.
L'Agenzia della democrazia locale di Sisak
L'ADL a Sisak lavora su cinque gruppi di programmi che hanno lo scopo di promuovere uno sviluppo equilibrato, il rispetto dei diritti di tutti i cittadini dell'area e la partecipazione di tutta la comunità per migliorare e sostenere la società civile e l'educazione civica. Il programma é stato definito considerando le necessità dell'area con una specifica valutazione della situazione sociale, politica ed economica. L'ADL cerca di creare una rete europea dinamica di cooperazione che ha lo scopo di promuovere un processo positivo di pace duratura all'interno della città ospite. Pertanto, questo sistema di cooperazione a livello locale sviluppa una buona conoscenza della situazione e permette di giungere alle soluzioni più vicine alle necessità.
L'azione si fonda su reciprocità, impegno e coinvolgimento della società civile, contatti diretti tra le comunità, scambio di esperienze, secondo i principi di tolleranza, rispetto di diritti umani e di libertà di espressione.
L'Agenzia della Democrazia Locale ha per programma la realizzazione concreta della diplomazia dal basso che permette di raggiungere obiettivi molto concreti per la promozione dei meccanismi della democrazia locale, base per un sistema democratico in Europa.
Uno dei principali scopi del programma é sviluppare e promuovere azioni della società civile, per innalzare la consapevolezza dei cittadini europei e per aumentare la loro partecipazione alla vita ed allo sviluppo della comunità.
L'intreccio multilaterale dà l'opportunità di conoscere e scambiare differenti esperienze.
Le attività delle ADL sono portate avanti per la maggior parte nella città ospite, ma alcune di esse sono implementate nelle città partner europee, alle cui comunità è conferito un ruolo attivo e che possono così trarre benefici dal progetto.
Tenendo in considerazione che il programma si é sviluppato in aree del dopo-guerra, le ONG che sono parte delle attività, cooperando con le città, hanno dato inizialmente un sostegno sostanziale per le emergenze umanitarie.
In concreto, la ADL tenta di andare incontro ai bisogni delle autorità locali e dei cittadini che sono stati colpiti dalla guerra e si trovano a vivere una lacerazione del tessuto sociale della loro comunità :
- creando momenti e contatti per scambi di esperienze nel campo delle amministrazioni locali e la promozione della democrazia locale;
- sviluppando iniziative per la conoscenza e la tutela dei diritti umani con una particolare attenzione alla tematica delle minoranze;
- sviluppando iniziative per migliorare l'integrazione delle minoranze e promuovere la fiducia tra le diverse comunità;
- organizzando scambi socioculturali (tra rappresentanti locali e regionali, scuole, famiglie, organizzazioni sportive e culturali, ecc.) nell'ambito della crescita di una comunità europea come condivisione di valori culturali e di società;
- promuovendo la crescita di una società civile pluralista e consapevole;
- incoraggiando lo sviluppo di una informazione obiettiva, neutrale e pluralista;
- Incoraggiando contatti a livello micro-economico, lo sviluppo e la ripresa delle attività economiche.
Lo fa:
- Finanziando progetti specifici (per es. nel campo dell'educazione, della promozione della libertà di informazione, dell'aggregazione giovanile, della formazione, della protezione dei diritti delle minoranze, della protezione dei diritti delle donne, del campo micro-economico,
- Inviando esperti o amministratori locali in qualità di formatori;
- Ospitando scambi internazionali di studenti, giovani, associazioni, città, insegnanti, operatori sociali, singoli individui;
- Promuovendo legami fra operatori nei settori sociali e del volontariato;
- Promuovendo scambi e progetti nel campo micro-economico.
Attraverso:
- Creazione delle condizioni per lo sviluppo e il rafforzamento della democrazia locale, della società civile e della classe dirigenziale locale;
- Individuazione dei mezzi e degli strumenti per la crescita delle amministrazioni locali in termini di armonizzazione con gli standard europei;
- Coinvolgimento della comunità locale in attività di aggregazione, solidarietà, formazione, pianificazione e scambio;
- Promozione delle capacità di gestione e di amministrazione delle autorità locali,
- Formazione degli eletti locali,
- Sostegno e integrazione delle minoranze;
- Sostegno didattico e sociologico degli insegnanti;
- Sostegno didattico, sociale, psicologico dei bambini;
- Promozione dell'associazionismo e attivismo dei giovani;
- Promozione dell'aggregazione interculturale, interetnica dei giovani;
- Promozione della partecipazione dei giovani alla vita sociale politica, culturale della comunità locale di appartenenza;
- Promozione dell'associazionismo e attivismo delle donne;
- Sensibilizzazione della comunità locale rispetto alle proble
matiche legate alle donne;
- Promozione di scambi internazionali tra comunità giovanili europee;
- Promozione di contatti economici;
- Sostegno e aiuto umanitario;
- Cooperazione con ONG croate;
Alcuni progetti realizzati riguardano:
- Sviluppo della società civile: promozione dei diritti delle donne;
- Seminari e dibattiti indirizzati a 5 diversi gruppi etnici presenti sul territorio della Contea di Sisak-Moslavina, allo scopo di analizzare i diritti e i doveri delle minoranze, la legislazione croata a tale proposito, lo sviluppo di istanze associazionistiche;
- Mostra itinerante di disegni: Per non dimenticare… la sofferenza dei bambini che hanno incontrato la guerra;
- Corso di chitarra;
- Corso di formazione sulla partecipazione dei giovani alla vita politica/Istituzione di Consigli di Giovani;
- Costruzione della tolleranza e della riconciliazione attraverso Forum di giovani;
- Integrazione di bambini di origine serba e bosniaca nella società croata: gruppi di socializzazione creativa;
- Formazione per eletti locali: sviluppo delle istituzioni e del buon governo;
- Integrazione delle minoranze attraverso l'aggregazione giovanile e lo sviluppo della società civile.
La rete delle Agenzie della democrazia locale
Oggi, a quasi dieci anni di distanza dalla risoluzione della Conferenza Permanente dei Poteri locali e Regionali, con la quale è stata avviata l'istituzione del programma, le Agenzie della democrazia locale attive sono dieci.
L'esperienza ha dimostrato che si è trattato di un progetto assolutamente innovativo, che ha affiancato ai gemellaggi che già impegnavano le comunità locali, un'attività più concreta e coinvolgente la società civile di cooperazione decentrata transfrontaliera grazie alla
quale i valori fondanti della democrazia europea possono essere trasmessi anche ai paesi ed alle comunità locali dell'est europeo per le quali si sta costruendo un percorso di adesione alla Comunità Europea.
Il progetto, inoltre, è stato riproducibile ed ancora oggi si sta progettando l'apertura di nuove Agenzie in altre città dell'ex Jugoslavia.
Il vantaggio che deriva agli amministrati dalla partecipazione a questo progetto dei Comuni è legato, da una parte, al coinvolgimento della stessa comunità in iniziative di scambio culturale, sociale ed economico e di solidarietà, dall'altra, al contributo che si sta dando per la costruzione, in quei paesi, delle basi per una società solida, democratica ed economicamente indipendente.
Qualche data nella storia delle Agenzie della democrazia locale
1993 Risoluzione 251(1993) della Conferenza Permanente dei Poteri locali e Regionali
che istituiva il Programma delle Ambasciate della democrazia locale
Creazione della prima Ambasciata della democrazia locale a Subotica (Repubblica
Federale di Jugoslavia), poi a Osijek (Croazia)
1994 Creazione dell'ADL di Maribor (Slovenia) 1994-1997
1995 Creazione dell'ADL di Tuzla (Bosnia Erzegovina)
1996 Creazione dell'ADL di Sisak (Croazia) e Sarajevo (Bosnia Erzegovina)
1997 Creazione dell'ADL di Brtonigla-Verteneglio (Croazia), Zavidovici (Bosnia
Erzegovina) e Ohrid (ex Repubblica Jugoslava di Macedonia)
1998 Adozione della Risoluzione 73 (1998). Le Ambasciate vengono rinominate
"Agenzie della democrazia locale"
1999 Creazione dell'Associazione delle ADL a Strasburgo
2000 Creazione dell'ADL di Prijedor (Bosnia Erzegovina)
Qualche esempio di azioni delle Agenzie
- Formazione degli eletti e degli amministratori locali
- Scuola di Società Civile sostenuta dal Programma Misure di Fiducia del Consiglio
d'Europa
- Attività pre-elettorali per l'informazione dei cittadini
- Formazione di giovani giornalisti nell'ambito della democrazia locale e del dialogo
interculturale
- Cooperazione transfrontaliera
- Attività di sviluppo della società civile e della partecipazione dei giovani
- Programmi per l'integrazione delle minoranze nella comunità.
|
|
|
 |
|